Cos’è per noi il restauro

Se dovessi dire quali sono le qualità fondamentali di un buon restauratore, date per scontate la buona manualità e l’onestà, direi la versatilità e la sensibilità artistica. La prima  perché ogni restauro costituisce un caso a sé stante ed è impensabile che, a parte l’approccio riflessivo sempre costante, si proceda in egual maniera per ogni lavoro.

Dato che le nostre competenze vanno dai soffitti a cassettoni, al mobile intarsiato e alla doratura, va da sé che pur mantenendo alta la qualità, lavorando sui primi usiamo un livello di precisione meno puntiglioso ed una tempistica meno rigida  di quando eseguiamo un intarsio o stendiamo una foglia d’oro e dobbiamo stare attenti addirittura a come respiriamo!!

Questa può apparire come una riflessione scontata  ma, mi sento in dovere di farla per non sembrare il solito “tuttologo facilone”. La sensibilità artistica certo è molto personale, ma la ricerca delle proporzioni  e dell’armonia delle forme devono essere lo stile di vita di un vero restauratore.

La forma e le proporzioni di un qualsiasi oggetto, anche non antico, sono le caratteristiche fondamentali che ci consentono di giudicare se un manufatto, un edificio, un monumento o altro, è bello oppure brutto, assai diverso dal concetto di “mi piace” o “non mi piace”.

Ecco: il restauratore, come lo storico dell’arte, è la persona che  secondo me porta avanti e alimenta la passione per il bello ed ha quindi una grossa responsabilità nei confronti della società in cui vive, quella di conservare e tramandare il patrimonio storico e artistico del nostro sofferente Paese.

Dino